I SASSI DI MATERA

Il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano, formati da edifici e architetture rupestri scavati nella roccia della Murgia materana, sono i due quartieri di Matera che costituiscono i Sassi e che insieme al rione Civita, costruito sullo sperone che separa
i due Sassi, costituiscono il centro storico della città di Matera. In parte scavati ed in parte costruiti, questi complessi rupestri hanno origini preistoriche. Nel tempo da quartieri distaccati della città, i Sassi si uniformano per diventare i tipici rioni storici che si distendono sull’altipiano. La città ha probabilmente origini greche e ai tempi della Magna Grecia coltivò stretti rapporti con le colonie sulla costa meridionale. In epoca romana divenne un centro di passaggio e approvvigionamento, attraversato dalla via Appia, rappresentando un importante snodo commerciale e punto di sosta
per i beni di prima necessità. Fu anche teatro di un’importante immigrazione di monaci bizantini e benedettini che trasformarono le grotte della Gravina, una grande spaccatura carsica, in chiese rupestri. Sotto i Normanni la città visse un periodo di pace seguito da carestie e terremoti. Fu a lungo città Regia, ma passò sotto gli Aragonesi e fu ceduta al conte Giovan Carlo Tramontano, poi ucciso dalla popolazione oppressa dalle tasse. Nel 1952 una legge nazionale stabilì lo sgombero dei Sassi, considerati “vergogna nazionale” a causa del sovraffollamento e delle cattive condizioni igieniche, e gli abitanti vennero trasferiti in nuovi quartieri residenziali appositamente costruiti che svilupparono la nuova area cittadina che costituisce oggi la parte moderna della città. Nel 1993 I Sassi sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità UNESCO.