Anche se gravemente danneggiata dal distruttivo terremoto dell’agosto 2016, Norcia resta sempre una parte importante nella storia dell’Umbria. Non è più possibile entrare nelle sue chiese e molti edifici della città sono ancora gravemente lesionati ma visitandola si coglie la voglia di rinascere e di ricostruire fortemente radicata nei suoi abitanti. Norcia è conosciuta per essere la città natale di San Benedetto (480–547 d.C.) che è stato un monaco cristiano, fondatore dell’Ordine di Benedettino e considerato il padre del monachesimo fondatrice del ramo femminile dell’ordine benedettino. La città è chiusa da una cinta muraria trecentesca, con la grande piazza centrale con la statua di San Benedetto al centro e la imponente Basilica costruita sopra la casa natale del santo. Sulla piazza si affacciano il Palazzo Comunale, un edificio del XIII secolo che presenta la loggia, la scalinata e la Torre Campanaria. Gravemente danneggiati dal territorio, grazie alle generose donazioni di privati che hanno finanziato il restauro, oggi si possono nuovamente ammirare nella loro bellezza. Sulla piazza si affaccia anche la Castellina, residenza fortificata un tempo sede dei governatori apostolici, diventata sede del Museo civico-diocesano ma ancora coperta da impalcature e coperture perché seriamente danneggiato dal sisma, sono ancora in corso i lavori di restauri.
Ogni anno tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, si svolge la mostra mercato del tartufo nero che ha un richiamo internazionale. E’ considerata anche capitale enogastronomica della Umbria per il “norcino”, termine che indica la lavorazione della carne del maiale da cui si ottiene il Prosciutto di Norcia IGP.I monaci di Norcia, dopo il terremoto che ha reso inagibile il vecchio monastero adiacente alla Basilica, si sono trasferiti nella nuova Abbazia di San Benedetto in Monte che si trova su una collina non lontana dal centro storico.) principalmente a causa del devastante terremoto del 2016, che ha distrutto la Basilica di San Benedetto e reso inagibile il vecchio monastero adiacente. Già prima del sisma la comunità di monaci era in crescita e il vecchio convento era diventato inadeguato alle esigenze della vita monastica rispetto al vecchio, per cui si è preferito trasformare un antico convento dei Cappuccini del Cinquecento in un nuovo monastero con oderni criteri antisismici. Nel 2012 i monaci iniziano la produzione della birra Nursia, una birra chiara artigianale secondo la tradizione belga che si richiama alla antica tradizione dei birrifici monastici.